Tempo Imperfetto | 2
Venerdì 5 marzo ore 21.00
Sabato 13 marzo ore 21.00
PER ERRORE di Valerio Lucarelli | con Ivan Castiglione
MONTESANTO di Luigi Pingitore | con Ivan Castiglione
LE CROCIATE di Angelo Petrella | con Adriano Pantaleo
POLVERE DI DENTI di Giani Solla | con Stefano Meglio
ADDIO A TUTTI QUELLI CHE MI VOLEVANO BENE di Massimiliano Virgilio | con Ivan Castiglione, Stefano Meglio e Adriano Pantaleo
regia di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro
PER ERRORE
di Valerio Lucarelli.
con Ivan Castiglione
L’asfalto in Piazza del Gesù si scioglie sotto un caldo africano. Cammini e ogni piccolo passo si trasforma in una ferita che fatica a rimarginarsi. Una musica gitana regala istanti di pace. Fino a quando altri suoni, come di tamburi impazziti, spezzano per sempre una vita.
MONTESANTO
di Luigi Pingitore
con Ivan Castiglione
Montesanto è un mistero pubblico. È pubblico perché affronta una vicenda che attiene alla sfera della cronaca: la morte di Petru Birladeandu, cittadino rumeno freddato a Napolida un commando di camorristi, il 26 maggio 2009. Ma è anche un mistero perché di quella vicenda non fornisce spiegazioni né analizza i moventi. Si limita a diventarne parte, calandosi fin dentro il suo cuore più oscuro, quello dove la vita di una persona, un essere umano tra i tanti, è congiunta con la vita dell’intera città, in un flusso inarrestabile che le parole possono provare solo a lambire.
Il protagonista dell’atto unico è un testimone della vicenda. È l’addetto alla sala monitor all’interno della funicolare. Costretto ogni giorno a guardare, a sedimentare migliaia di immagini che galleggiano sulla superficie del suo sguardo, sperimenta proprio in virtù di questa sua condizione la possibilità di ri-trovare il logos.
Montesanto racconta la morte di Petru scegliendo la lingua della poesia. Ossia facendo anche qui un’immersione verso le radici più profonde del teatro, per rimettere la parola al centro dell’azione. La morte è sempre inattuale, e in quanto tale sottrae le persone alla mera cronaca. Raccontare la morte attraverso le parole significa assumerla dentro di sé, come dato mitico. Ed è per fare questo, per arrivare in quelle profondità, che il teatro necessita della poesia, il linguaggio più oscuro e arcaico di cui dispone.
LE CROCIATE
di Angelo Petrella
con Adriano Pantaleo
Un po’ come nel celebre poema di Alessandro Tassoni, il protagonista di questo monologo si ritrova suo malgrado nel bel mezzo di una faida tra paesani e zingari, colpevoli di aver rapito una macchinetta da poker nel bar rionale. Rafele accompagnerà il padre – uno «scemo di guerra» infatuato di poemi cavallereschi – nella sua personale crociata contro il campo rom, nel meridione di un paese dove la Bossi-Fini avanza strisciando…
POLVERE DI DENTI
di Giani Solla
con Stefano Meglio
Una personalità manipolata dai genitori, dall’ossessione per la religione al terrore del sesso fino alla rivelazione della loro corruzione e l’impossibilità di recuperare il tempo perduto. È l’inferno quotidiano della solitudine misto al ricordo confuso della morte del padre. Poi l’incontro con Svetlana, una ragazza che ha già avuto troppo a che fare con la morte e che trasforma le ossa degli anziani in polvere di denti e la vita, che senza preavviso comincia proprio dove tutto finisce.
ADDIO A TUTTI QUELLI CHE MI VOLEVANO BENE
di Massimiliano Virgilio
con Francesco Di Leva
Nel venerdì santo della pasqua 2009, mentre per le strade di Villaricca si svolgeva la via crucis, Vittorio Maglione – un ragazzino di 13 anni - saliva sulla sedia di camera sua e si toglieva la vita. Nei giorni successivi al tragico evento giornali e televisioni hanno cercato di spiegare le ragioni del gesto con la condizione familiare e sociale di Vittorio: suo padre era un boss e suo fratello era già stato ammazzato dal Sistema. ”Addio a tutti quelli che mi volevano bene” ha scritto Vittorio su MSN il giorno in cui si è ucciso. Ma cosa ha spinto per davvero Vittorio a salire su quella sedia?
