Sogni dismessi

12 gennaio ore 20 teatro elicantropo

teatro elicantropo

IL FUTURO DI BAGNOLI….

Conchita  Sannino incontra  il consigliere di Bagnoli Futura Giancarlo Aiello….

prima dello spettacolo

12 e 13 gennaio ore 21

Fuoricorso/C.R.T. Cremona/Teatro dell’Istante ….

Anna Meacci in

SOGNI DISMESSI

di Francesco Niccolini
regia di Beppe Arena….

Una fabbrica quasi mitologica, grazie a quel nome antico: “Ilva”, come Elba, l’isola del ferro trapiantata nella terra del grande Vulcano, sul lembo occidentale della città-regno: Napoli. E Bagnoli il suo sogno: lavoro e riscatto, dignità e democrazia, onestà e partecipazione…..

Il grande sogno nasce – come regola futurista vuole – all’alba del nuovo secolo, quel Novecento metallico e veloce, troppo veloce, tanto da far appassire i propri sogni e trasformarli in catastrofi o delusioni. Peggio: dismissioni. E forse a Bagnoli è andata meglio che altrove, perché tra Nisida e Procida, tra Pozzuoli e Posillipo non si contano morti e tumori, ma un piccolo mondo mandato in pensione a cinquant’anni, buttato giù a colpi di dinamite oppure – fin dove possibile – smontato pezzo a pezzo e rimontato più in là, in un Oriente che di mitico non ha più nulla, tutt’altro. ….

È la storia di un fiume di ferro fuso, di cui un popolo andava fiero, e che piano piano si è prosciugato. La storia di un grande rubinetto che è stato chiuso poco per volta, senza gloria e senza tragedia, sostituendo alla polvere nera e rossa il cielo azzurro, all’assordante rumore dell’altoforno il silenzio spettrale dell’archeologia industriale. Un tramonto, insomma. Non è una tragedia – «qui sappiamo sopravvivere a tutto» –, eppure la chiusura dell’Italsider ex Ilva e il prepensionamento di tutti i suoi operai è catastrofe morale per una città intera. ….

Dismissione e bonifica le parole d’ordine. Turismo, vela, cultura, scienza – forse – le nuove vocazioni. Oppure, più banalmente, nuovi sogni: perché, si sa, gli uomini faticano a farne senza…..